L'acqua bollita fa male

L’acqua bollita fa male, perché la si continua a usare per cucinare?

L’acqua bollita fa male o, per lo meno fa peggio di quella normale. Tante persone scelgono di bere l’acqua in bottiglia perché non si fidano di quella del rubinetto o perché spesso ha un odore e un sapore sgradevole. Molti italiani scelgono ogni giorno di non bere l’acqua del rubinetto. Paradossalmente continuano a usarla per preparare le pappe dei bambini, cucinare le verdure e preparare the e caffè.
L’illusione è che bollendo l’acqua, si eliminino tutti i rischi per la salute, ma non è così.

Far bollire l’acqua è controproducente in quanto i nitrati e la maggior parte degli inquinanti (arsenico, cromo, bario, cadmio, trilometani, cianuri, metalli pesanti, ecc) si concentrano nell’acqua.
A differenza dell’acqua, gli agenti inquinanti non evaporano. Più il volume dell’acqua scende, più aumentano in proporzione le dosi di inquinanti. Ma c’è di più: i cibi cotti nell’acqua inquinata assorbono gli inquinanti che essa contiene.

Una prova di ciò? L’acqua distillata. L’acqua distillata è l’unica acqua che non contiene alcuna sostanza chimica. Come si ottiene? Raffreddando il vapore prodotto dalla bollitura. In altre parole, con la bollitura, tutto il “buono” dell’acqua evapora, mentre tutte le sostanze chimiche che conteneva, rimangono all’interno dell’acqua che non è evaporata.

Come raccomanda l’Associazione Italiana per la Ricerca contro il Cancro, per cucinare, fare il caffè, il the, e soprattutto preparare le pappe per i bambini, bisognerebbe evitare di bollire acqua non pura. Usare sempre un’acqua sicura e depurata come quella osmosizzata, microfiltrata o ultrafiltrata.

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